Storie di vendita
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Vendere è un’altra storia…

Ahhoccapito!! Raccontiamo una bella storia sul mio rasoio a doppia velocità e -PAF- ecco orde di teenager che non vedono l’ora di deforestarsi… Magari, guarda, chiamo subito la Piera, la mia segretaria, che ha una figlia sedicenne e la facciamo subito diventare un ‘cheisistori’ -PAF-. C’ha un sacco di amiche su Facebook…PIERAAAA!…Bravo! Bella questa cosa dello ‘storitellin’, più racconti e più vendi…-PAF-

Assodato che lo storytelling è di moda e che anche voi, cari piccoli e medi imprenditori, cominciate ad evitare l’epistassi quando qualcuno ve lo nomina dobbiamo provare, insieme, a chiarirci sugli obiettivi e le tempistiche.

Saranno i social, il web 2.0, la crisi, le scie chimiche, insomma quello che volete, ma sembra che si tenda a fare un pastone gigantesco tra operazioni di comunicazione, operazioni di marketing e operazioni commerciali. Soprattutto da quando un po’ tutti si sentono in grado di promuoversi efficacemente e da quando gli slogan delle varie piattaforme sono:”iscriviti a PiazzaProdotti, conquista i tuoi clienti e vendi di più!”. Tre passaggi e sei multimilionario vendendo il tuo rasoio a doppia velocità (e qui si potrebbe aprire anche un sano confronto sulle piattaforme e-commerce…ma non divaghiamo).

Mi piacerebbe condividere con voi questi spunti di riflessione:

Lo storytelling è comunicazione quando si costruiscono storie per:

  • Coinvolgere
  • Trasmettere contenuti di valore per il proprio target
  • Stimolare dialoghi e scambi di idee all’interno del proprio target
  • Stimolare la creazione di altre narrazioni di valore all’interno del proprio target

Lo storytelling è marketing quando si costruiscono storie per:

  • Misurare la forza di un messaggio
  • Segmentare e profilare il pubblico
  • Scoprire nuovi ambiti di applicazione della nostra impresa
  • Migliorare e crescere

A mio avviso lo storytelling è commerciale quando l’obiettivo è vendere meglio. Vendere di più diventa una conseguenza.

Le storie ci fanno entrare in sintonia con un pubblico, ed è un processo che ha bisogno di tempo e racchiude in modo coordinato strumenti comunicativi, di marketing e commerciali. Ha bisogno anche di una apertura ‘vera’ da parte dell’azienda, della passione ‘vera’ che sta dentro e dietro ad un prodotto.

Certo, con le opportune risorse e seguendo le buone prassi, i tempi si possono restringere ma le storie devono puntare alla pancia del pubblico per poi raggiungere anche la testa…provate a pensare quanto ci avete messo (o quanto ci state mettendo) per conquistare una persona. Non è molto diverso, davvero.

Tutto il resto, che assomiglia molto allo storytelling, chiamiamolo pure “meravigliosi spot pubblicitari”.

PS: ho lasciato dei punti di sospensione nei due elenchi sopra giusto per dire che non sono esaustivi, tocca a voi! 🙂

 

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