storie che invecchiano
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Storie che invecchiano

Lo sapete che più si invecchia e meno si riesce a trattenere?

Sì, ridete sotto i baffi ma è così, forse state pensando alla parte meno nobile dell’intrattenimento, ma io intendo anche la pazienza, la tolleranza. Ad un certo punto ci sentiremo legittimati a lamentarci ad alta voce di qualsiasi cosa, a gridare dietro ai ragazzini con le motorette scoppiettanti. Lo faremo con i social, probabilmente, senza filtro, il vero “no filter”, saranno immediate: non raccogli la cacca del tuo cagnolino? Via, Foto e imprecazione. Mi passi davanti in coda al supermercato? Via, Foto e insulto.

Ah, come dite? Qualcuno lo fa già? Sui Social? …

Considerazioni deliranti a parte, in questo periodo di assenza dal blog ho pensato a come possa invecchiare una storia.

Come una persona? Può diventare noiosa e borbottona, nessuno ha più voglia di ascoltarla perché ripete sempre le stesse cose. Urla, sbraita e si lamenta in continuazione. In poche parole “invecchia male” e da sola. Oppure può adattarsi alla sua età, usare la saggezza acquisita per contaminare e arricchire altre storie più nuove e più belle, magari interagendo con esse. Può creare la modernità della tradizione.

Come un vino? E’ una di quelle storie che deve stare qualche anno in una cantina, deve essere coltivata, raccolta e poi fatta riposare nel segreto per tirarla fuori al momento giusto? Magari dopo aver creato l’attesa in chi la assaggerà.

Come un albero? Come disse Lao Tzu (anche lui vecchiotto eh?!?) “fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce”. Il nostro racconto cresce, invecchia e viene colto solo dai più attenti perché non fa rumore, ma inarrestabile si innalza e contribuisce a creare una foresta di storie simili, alte, verdi come la speranza. E poi, appassisce e secca, torna terra: nutrimento per nuove piante.

Come una pietra? Resta lì, sembra quasi imperturbabile, indistruttibile ma, anche se in modo impercettibile, si consuma. Il vento e l’acqua se ne possono portare con sé alcune parti e lasciarle altrove, magari per formare altre pietre. Una storia che viene colta magari solo in parte per trasformarsi in altro.

E le vostre storie, come invecchieranno?

(potete anche aggiungere delle immagini, non è vietato… 😉 )

6 thoughts on “Storie che invecchiano

  1. Sarà che sono particolarmente sensibile all’invecchiamento, non solo per i capelli candidi, ma apprezzo molto queste tue parole e sì, sono d’accordo, i nostri racconti vengono raccolti da pochi, i più attenti forse, perché non fanno rumore e… ti adotto per #adotta1blogger 🙂 Grazie, Massimo!

    • Grazie Gloria! I racconti possono essere raccolti da pochi ma l’importante è che siano quelli ‘giusti’…grazie per avermi adottato, vado subito a vedere il portale… 🙂

  2. Come un libro?
    Le pagine ingialliscono, la copertina si logora, magari si staccano anche delle pagine…ma restano altre cose. Hai presente quella sensazione di quando rivedi e sfogli un libro di quando eri piccolo? Magari ancora non sapevi leggere, ma le immagini, i colori, i tratti dell’illustratore erano nascosti in qualche cassetto della memoria e rivedendolo ritrovi tutto! ecco, alla fine, forse il libro non sembra un buon esempio…perché non invecchia mai…;-)

  3. Ciao Massimo,
    sì hai ragione i racconti “invecchiano” come chi li ha scritti. Però se hanno fermato l’istante, direi magico, tra un’intuizione e le giuste parole allora diventano storie senza tempo e sopravviveranno a chi le ha scritte.
    Tra le domande su come invecchia una storia io preferisco un albero perché rientra nel naturale ciclo della vita.
    Al prossimo incrocio.
    Mimma

    • Grazie Mimma! “Naturale ciclo della vita” perché noi viviamo di storie, siamo fatti di storie e, spesso, non ce ne accorgiamo. Al prossimo incrocio, ci conto! 🙂
      (PS: il tuo sito e i tuoi lavori sono davvero ispiranti!)

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