Fabrizio Bocci Eudaimon storie
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Senti un po’ che storie

“Prova a sentirlo…” avete mai pensato a quanto questa frase può essere profonda? Quante volte l’avete detta riferita a qualcuno, ipotizzando una telefonata, una chiacchiera. Per costruire storie efficaci è il primo passo, quello fondamentale.

“Sentire” il proprio interlocutore è una operazione profonda e, spesso, trascurata, nonostante contenga la chiave del successo di uno storytelling efficace. Soprattutto in ambito aziendale.

“Sentire” come provare una sensazione, percepire un racconto come calzante per la propria vita (e vita di impresa): sentirselo addosso. Oppure come essere in sintonia con il proprio pubblico, così in sintonia da riuscire a raccontare una storia nella quale l’ascoltatore si senta allineato con i valori che la vostra impresa esprime.

“Provare a sentirlo” è capire l’identità di un servizio o prodotto e percepire quanto essa entri a far parte della storia di ognuno di noi. Ed è una pratica per fare in modo che chi possiede le storie, chi le racconta e chi le ascolta si senta coinvolto dalla narrazione di impresa.

Ecco perché, io e Matteo, abbiamo “sentito” la storia di Fabrizio Bocci completamente nostra. Perché Eudaimon ci ha dato fiducia e ha voluto “sentire” il pubblico di riferimento coinvolgendolo in una narrazione.

Ho fatto qualche domanda ad Alberto Perfumo e Paolo Schipani di Eudaimon sul progetto di narrazione che stiamo, insieme, costruendo, ecco cosa hanno risposto.

Alberto Perfumo Eudaimon
Alberto Perfumo

M: Alberto, chi sei e cosa fai in Eudaimon?
A: Sono socio e AD di Eudaimon, in pratica faccio un po’ di coordinamento generale e seguo più da vicino gli aspetti commerciali.

M: Quale messaggio ti sembra più azzeccato per Eudaimon di tutta la storia di Bocci? Perché?
A: Un’azienda in cui si sta bene è un’azienda che sta bene. E’ il punto da cui siamo partiti quando abbiamo fondato Eudaimon. Nella prima brochure e sulla parete di ingresso campeggiava questa scritta: “Credi che le persone siano qualcosa al di sopra di ogni misurazione ? Sei convinto che le loro capacità crescano illimitatamente quando esse cominciano a pensare? Credi che il successo della tua impresa dipenda dalla soddisfazione di chi ci lavora?”

M: Nel vedere la storia di Bocci, in quale parte ti sei sentito più coinvolto?
A: Mi piace quando Bocci comincia a pensare: “quando è stata l’ultima volta che …”

M: secondo te come potrebbe continuare questa storia?
A: Il seguito, forse un po’ banale, è la storia che racconta il mio “libro”, con l’intervento di Eudaimon e l’incrocio delle diverse esperienze dell’azienda e delle persone.

Paolo Schipani Eudaimon
Paolo Schipani

 

M: Chi sei e di cosa ti occupi in Eudaimon?
P: Sono Paolo, ho 33 anni, sono in Eudaimon da 6 anni e seguo la parte di marketing e comunicazione.

M: Nel costruire questa storia quale è stata la parte che hai preferito, quella in cui ti sei sentito più coinvolto?
P: Mi è piaciuto molto il percorso che ci ha portato al risultato finale: sono stati mesi durante i quali abbiamo provato a “raccontarci a noi stessi”, e sono serviti per conoscerci meglio. Solo così siamo riusciti ad arrivare a un risultato ottimo: la storia di Fabrizio Bocci.

M: In cosa ti senti più vicino a Bocci? E più lontano?
P: Mi sento vicino nella necessità, a volte, di cambiare la prospettiva con la quale si guarda alle cose: a volte la soluzione è semplice, ma “abbiamo sempre fatto così” ci incatena. Mi sento lontano nel suo essere diventato un’icona sexy! Capita ormai che quando partecipiamo o organizziamo eventi mi si chieda esplicitamente: “sì…sì.. se vuoi, tu vieni pure…ma Bocci c’è?!”.

M: Secondo te come potrebbe continuare questa storia?
P: Sarei curioso di sapere le opinioni del Dottor Baldi, il capo di Bocci, dopo “la scelta buona” che ha presentato in riunione. Chissà che anche lui – il Baldi – non abbia messo in discussione le sue parole chiave che raccontavano il welfare soltanto come un’opportunità fiscale…

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