museo borgogna l'arte si fa sentire descrivere l'arte
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Se un museo potesse parlare

Prendo spunto dal famoso “Se i quadri potessero parlare” per raccontarvi che anche un intero museo può farlo.

Domenica 27 novembre parteciperò a “(De)scrivere l’arte“, un bel esperimento organizzato dal Museo Borgogna.

L’idea è semplice e bellissima: portare in museo 10 scrittori e lasciarli scorrazzare tra le sale alla ricerca di ispirazioni. Beh…non è che scorrazzeranno fisicamente ma, quanto meno con la fantasia, saranno liberi di scrivere ciò che gli viene in mente stando nelle sale del museo, in base al loro genere, al loro gusto e all’ispirazione del momento.

Se vogliamo essere più tecnici possiamo dire che ogni autore applicherà un filtro personale al museo, e quindi è come se davvero le sale e le opere parlassero.

State pensando che non è così, non è vero che sembrerà che il museo parli perché si tratterà comunque di una interpretazione degli scrittori?

Ma di fatto, sapete che ogni cosa che ci viene detta è interpretata dalla nostra sensibilità e dal nostro modo di accoglierla. E’ la bellezza della comunicazione, che diventa consegnare a qualcuno perché lo interpreti e lo faccia suo, lo legga con i suoi personalissimi occhiali. Ecco cosa mi affascina di questo esperimento: poter partecipare alla costruzione di nuove storie per il museo.

Potete partecipare anche voi, ecco come:
  1. seguite l’hashtag #museoborgognail mio profilo Facebook e la loro Pagina Fan
  2. tenete le antenne alte verso l’inizio della primavera perché la casa editrice Effedì edizioniche promuove l’evento insieme al museo, pubblicherà i racconti degli autori in un volume pieno di nuove storie dal museo.
  3. da cosa nasce cosa: potreste organizzare una visita al museo, mettere giù anche voi la vostra storia e inviarla direttamente allo staff. Sono ghiotti di bei racconti!

Se volete approfondire, qui trovate tutto il programma della giornata e gli altri appuntamenti del museo.


Vi saluto con un altro progetto di ‘storie’ sempre del Museo Borgogna, si chiama “The AMP”, le opere vengono raccontate attraverso gli sguardi dei visitatori: 3 percorsi, 3 percezioni diverse che portano a recuperare una relazione “meditativa” con l’Arte (è un po’ lunghetto, ma prendetevi il tempo per guardarlo…)

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