Bianca Borriello TEDx Trento
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Racconta qualcosa di nuovo

8 marzo. E tutti in coro: “la festa della donna”. Ecco, questa volta non vorrei fare i soliti auguri o esordire con la classica frase: “anche se le donne vanno festeggiate sempre oggi è comunque un giorno speciale ecc… ecc…”. Mi piacerebbe scrivere un pezzo che racconta qualcosa di nuovo.

Mi piacerebbe dire una cosa nuova a tutte le donne che incrocerò oggi, raccontare una storia nuova che parli delle donne che conosco meglio, quelle che mi stanno vicino e lontano. Provateci anche voi, da uomo a donna, da donna a donna, da voi stesse a voi stesse.

Lasciatevi andare e trovate qualcosa di nuovo, che non avete mai detto alla donna chi vi trovate di fronte. Secondo me, è il migliore degli auguri.

Per Bianca mi riesce facile: mi dà speranza. Dopotutto le storie ci allenano a vivere e quella che potete ascoltare nel video, la sua storia, mi allena alla speranza. Direi a diventare cintura nera di speranza.

 E qui di seguito trovate una nostra chiacchierata on line (trasformata in intervista):

Qual è la tua favola preferita che ha per protagonista una donna? Perché?

La mia favola preferita è Alice nel paese delle meraviglie. Ero una di quelle bambine che entrava nel letto di testa, scavando sotto le coperte come un bruco nella terra, speravo che prima o poi in quel buio avrei trovato il passaggio per un altro mondo.
Peraltro un mondo in cui mi sarebbe tornato utile il mio bizzarro senso dell’umorismo linguistico. E poi Dorothy del Mago di OZ. Se ci ripenso con lo sguardo di oggi erano due bambine normali, mediamente imbranate, che affrontavano imprese straordinarie.

Mi ha colpito la frase “il punto su cui tenere lo sguardo”. Quali sono i punti o qual è, secondo te, il punto su cui le donne di oggi dovrebbero tenere lo sguardo?

La prima sensazione dopo la diagnosi è stata quella di uno sparo in uno stormo. I miei pensieri, che prima si muovevano in modo più o meno organizzato da un punto ad un altro, erano spariti. Ripartire dalle piccole cose facili è stata l’unica strategia che ho trovato. In condizioni normali credo che dovremmo provare ad allenare uno sguardo “a palombella”, che scavalchi l’ostacolo prossimo per mettere a fuoco le opportunità future. Sai che opportunità viene da pòrtus? Vuol dire porto, e noi donne abbiamo iniziato tardi, come in altre cose, ad andare per mare. Dobbiamo recuperare con l’allenamento ciò che ci manca in esperienza.

Se Bianca di oggi potesse tornare indietro e parlare con Bianca di 10 anni fa, cosa le direbbe? Da donna a donna.

Da Bianca a Bianca.
Tesoro, hai presente “le discese ardite e le risalite”? Ecco, fai conto una canzone di Battisti però con echi amplificati da una tecnologia che non sto a spiegarti, perché tanto poi aggiornano l’algoritmo e va tutto a pallino.
Lo so che oggi, in questo preciso istante, 8 marzo 2007 – ah, disinvesti quei quattro spicci, poi ti spiego – avresti bisogno di sentirmi dire che andrà tutto bene, ma ti conosco e corro il rischio che molli la presa e finisci chissà dove.
Resta concentrata. Quello che hai imparato fino a qui ti servirà, e imparerai di più, e servirà anche ad altri. (E comunque siamo in cinque, quindi avevi ragione, si sbagliavano tutti).

E a Bianca tra 10 anni?

Ehilà. Stiamo tutti bene? Si vede la luce in fondo al tunnel dell’adolescenza? Dimmi solo questo, su tutto il resto non spoilerare che lo sai come sono fatta, poi mollo la presa e finisco chissà dove.
Ti lascio due appunti così ti ricordi di essere passata da qui: complimenti! Hai quasi cinquantadue anni, oggi ci metteresti la firma col pennarello indelebile. Tienine conto quando ti guardi allo specchio e ti reggi la faccia per ridare una forma alle guance.
Nell’ultimo anno e mezzo sono successe un sacco di cose impreviste, quindi risparmia tempo sui programmi e accontentati di un centro di gravità temporaneo. Però metti via la crescenza che alla tua età il colesterolo è bastardo.

Ultima domanda, esiste un segreto (o più) per trasformare una storia di difficoltà in una di speranza? (Anche per noi ometti, facciamo gli imbucati alla “festa”…)

“Consider what you have as a gift and what you miss as an opportunity” me lo hanno insegnato due cari amici molto prima che ne avessi bisogno ed era lì, a risuonare nelle mie orecchie quando è stato necessario ritrovare il bandolo della matassa.

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