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Punk 2017: “One Two Three Four Normale”

Il Punk è stato il mio primo amore, la mia prima passione musicale.

Amo, ancora oggi, il particolare incipit live della maggior parte dei pezzi dei Ramones: “OneTwoThreeFour”. Quelli bravi a suonare lo chiamano il “quattro quarti”, è un modo di tenere il tempo semplice, essenziale, asciugato di ogni complicazione (e preoccupazione).

Alla fine degli anni 90′ avevo un gruppo, i Punka, con loro si usava spesso l’espressione: “E’ un onetwothreefour normale no?!” per capire se si trattava di un classico incedere punk di un brano. La sostanza, in fin dei conti, era quella. Poi veniva la linea di basso, la melodia della chitarra e della voce, e i locali si riempivano, la gente ballava, il clima si creava in una congiunzione di variabili semplici, leggere e allo stesso tempo così fondamentali.

Ecco cosa voglio per il 2017.

Voglio recuperare la leggera essenzialità del punk. Voglio la spina dorsale di una racconto. Voglio il potere del one-two-three-four, quello che detta il tempo di un brano, perché agli abbellimenti ci penserò più avanti o ci penseranno altri musicisti.

Io voglio, per il 2017, quella leggerezza per riuscire a cogliere le cose per cui davvero vale la pena. (a proposito di leggerezza nelle storie, se ti va, leggi anche qui)

Voglio dedicarmi alla trama del 2017,
perché è la trama che ti fa venire voglia di goderti un storia.

 

 

PS: in realtà con questa cosa del punk ho già cominciato alla fine del 2016, abbiamo festeggiato i vent’anni di formazione con un paio di concerti… 😉 

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