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Piero Angela e la storia scontata

Sono andato ad ascoltare Piero Angela.

E’ intervenuto per i 150 del Canale Cavour. Il contesto è quello del teatro civico di Vercelli, alla presenza del Presidente della Repubblica, del Ministro dell’Agricoltura Martina, del presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, del sindaco di Vercelli, di dirigenti e varie personalità.

Teatro colmo di gente, prende la parola il nostro Piero Angela (questa volta senza “Aria sulla quarta corda“) e racconta l’importanza di un’opera di ingegneria utilizzando alcuni aneddoti.

‘A braccio’ e senza leggere nulla ha catturato l’attenzione della platea, evidenziando l’importanza tecnica del Canale e di tutte le opere presenti sul suo percorso che da Chivasso arriva a Galliate. Mettendo in luce la velocità e precisione con cui è stato costruito: funziona da 150 anni ed è stato realizzato in meno di tre anni.

Insomma ha fatto un po’ di storytelling. Sapete, le storie si ricordano meglio e si ascoltano più volentieri rispetto a nozioni tecnico-scientifiche. Fate sì con la testa? 

Una cosa scontata…

Questa cosa la sanno bene anche all’Ovest e all’Est Sesia, i “gestori” del Canale Cavour. Infatti alcune delle storie utilizzate dal buon Piero sono fanno parte, già da qualche tempo, di uno spettacolo teatrale intitolato “Tutto e solo di braccia e di badile”.

Quando mi capita di parlare del mio lavoro dico spesso che i racconti penetrano e coinvolgono in profondità qualsiasi ascoltatore. Tutti annuiscono, sorridono pensando a quante storie sono servite per acquisire concetti, mi guardano con quell’espressione di conferma, “beh, è vero, scontato, lo sappiamo bene…”

Poi però è difficile che ognuno di noi si cali nei panni del pubblico, di chi ascolta, del lettore, si preferisce usare termini tecnici, sciolinare numeri, indicare titoli e qualifiche, tirare fuori quanto siamo stati bravi ad ‘implementare’, ‘dematerializzare’, ‘parsificare’ e altri termini che capiamo solo noi e pochi altri.

Il rischio è quello di parlarsi addosso, ma anche quello di banalizzare.

Piero Angela ha scansato tutti i rischi e si è sicuramente chiesto, in primis, chi fosse in ascolto delle sue parole. Successivamente ha costruito con chiarezza di esposizione anche i temi più complicati.

E’ uno dei migliori divulgatori scientifici, l’etimologia di divulgare è “parlare tra il popolo”: rendere pubblico, rendere noto a tutti. Mica roba da poco…

Vi siete mai chiesti se siete capaci a divulgare la vostra materia? (Come e dove lo misurate?)

 

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