InLinea Open controstudio vercelli
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In Linea

Avete mai pensato al concetto di “linea”?

In campo geometrico, la linea è una serie infinita di punti adimensionali, succedentesi in modo “continuo”; essa possiede dunque una sola dimensione, la lunghezza, e manca di larghezza e di profondità. Et voilà la definizione da Wikipedia è servita! Ma questo concetto può avere una interpretazione anche più articolata, e l’ho capito lavorando ad un evento per uno studio di architettura ed ingegneria.

Venerdì 26 e Sabato 27, il Consiglio Nazionale degli Architetti, Paesaggisti e Pianificatori ha indetto due giorni di ‘Studi Aperti’. Gli studi italiani si sono aperti al pubblico per avvicinarsi alle persone e farsi conoscere meglio. Controstudio di Vercelli ci ha invitato al loro evento che è stato tutto dedicato al concetto di linea.

Bellissima l’idea di ingresso, Michela, Silvia e Marco hanno tracciato una linea nera su di un cartellone e hanno lasciato la possibilità agli ospiti di personalizzare una parte della stessa con dei pennarelli colorati messi a disposizione, ecco cosa ne è uscito:

InLinea Open Controstudio
ph. credit: M. Porta

Anche per le storie, la linea è un ottimo concetto su cui riflettere. 

Mi piace l’idea di “elemento minimo”, nella narrazione. L’essenzialità: un tratto, pochi elementi che però riescono a coinvolgere l’ascoltatore e mi viene in mente un esempio fatto da Alessandra Cosso al master in Storytelling IULM, sei parole per una storia: “For Sale: baby shoes, never worn” di Hemingway (mica l’ultimo…). Perché coinvolge? Perché succede come per la linea disegnata da Controstudio, si lascia interpretare da chi la vede. Viene ‘consegnata’ all’ascoltatore che la rende sua, ci gioca e la trasforma in altro.

Mi piace la parola “allinearsi”. In particolare il significato di entrare in sintonia, perché questo è uno dei motivi per cui ci piacciono le belle storie: ci consentono di entrare in sintonia, prima di tutto, con noi stessi e poi con chi ce le racconta.  Sempre al master ho scoperto che quando due persone si raccontano storie, i loro cervelli, fisicamente fanno gli stessi movimenti. É una delle rare occasioni in cui la sintonia non è solo ascolto ma perfetta interazione e coinvolgimento della persona nella sua totalità.

E la vostra linea come è fatta? Qual è la prima linea che vi viene in mente? Di pensiero, di azione, di confine, di orizzonte… se volete, avete spazio nei commenti.

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