E se l’eroe dello storytelling fosse il prodotto?

aslan

Ho avuto il piacere di parlare di storytelling ad un gruppo di piccoli e medi imprenditori. Avete presente quelle aziende di cui l’Italia è piena? Proprio loro. Vere e proprie eccellenze.

Il mio modo di condurre gli incontri e i corsi è quello di partire dal pubblico con un bel brainstorming e poi continuare calando i concetti nelle realtà della platea, qualcuno direbbe ‘a braccio’ io preferisco dire che si costruisce insieme la sessione. Durante queto ultimo incontro ho ricevuto uno spunto di riflessione nel quale vorrei coinvolgervi: Monica e Fabrizio sono due volenterosi e grintosi ragazzi del Cilento (Salerno), partendo dalle peculiarità del loro terrirorio vorrebbero promuovere una attività, un Bed & Breakfast. Difficoltà? Il fatto che la stessa gente del loro paese non crede che esistano elementi interessanti sul loro terrirorio, dal paesaggio all’enogastronomia, che tutto sia…normale.

E se l’eroe della nostra storia fosse quindi il prodotto? Un territorio, un formaggio, un piatto tipico che non viene valorizzato, pur avendo tutte le carte in regola, perchè sono i suoi custodi a pensare che non valga nulla? Voi che ne dite?
A questo proprosito cito il Manuale di Storytelling di A. Fontana in cui si parla di Core Story, costruita a partire dalla unione delle esperienze di clienti interni (dipendenti, conterranei, colleghi…) ed esterni (pubblico, clienti, stakeholder…). Si prospetta quindi un doppio lavoro che, credetemi, non è così scontato. :-)
PS. ecco dove ho tenuto il corso: una piccola impresa che vale la pena di visitare, in Monferrato.
  1. Paola Visentin

    C’era una volta un affollato paesetto in riva al mare che, pur avendo mantenuto la sua identità di villaggio di pescatori, con i suoi i pescherecci, il dialetto, le reti messe ad asciugare nel porticciolo, la laguna intatta alle sue spalle, aveva vissuto l’impeto bel boom economico degli anni 60 – 70, con il suo strascico di costruzioni, traffico e rumoroso turismo.
    Ma Alessandra, cresciuta in questa località, ne aveva assorbito lo spirito originale, lo aveva fatto suo ed alimentato intrecciando relazioni da condividere sia con gli abitanti che con i turisti e vacanzieri: la sua attività è così andata oltre la proposta di servizi per le vacanze, ponendo al centro della sua dedizione proprio l’identità del paese, dando voce a chi vive lì tutto l’anno, anche nelle fredde giornate invernali di bora, scoprendo grazie a queste persone gli angoli più nascosti del mare e della laguna e regalando tutte queste suggestioni a chi visitava il paesetto di mare, meravigliandoli con i sapori della sua cucina o sorprendendoli con le storie sconosciute di vita quotidiana degli abitanti.
    Il territorio è così emerso nelle esperienze di vacanza come il protagonista, che tesse legami, ricordi ed emozioni tra tutti gli uomini!

    dicembre 9th, 2013 // Reply
    • MacsBene

      Ciao Paola, grazie del tuo contributo, a questo punto sono curioso e ti chiedo: chi è Alessandra? Così magari gli faccio una bella intervista, proprio sull’argomento… :-)

      dicembre 9th, 2013 // Reply
      • Paola Visentin

        ciao Massimo e grazie 1000! contatto subito Alessandra per avvolgerla nella rete (dei pescatori o del web?)

        dicembre 9th, 2013 // Reply

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