disamlanad Bansky
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Dismaland e il coinvolgimento

Non conosco Banksy così bene, quindi, se siete appassionati di questo provocatorio artista mi scuso in precedenza con chi vorrebbe leggere una retrospettiva o un trattato sulle sue opere più significative o di nicchia. Insomma, mi ispirerò alla sua ultima idea per parlare di storytelling e del coinvolgimento. Delusi? (spero di no…)

Dismaland è un progetto che trovo geniale per come l’idea è stata preparata, sviluppata e consegnata al pubblico (potete approfondire qui, ma poi tornate eh…).

Se non avete voglia di leggervi l’articolo che vi ho segnalato si tratta di un parco a tema, ideato da Bansky ma creato da 59 artisti internazionali e si basa sulla parodia del mondo fatato e incantato delle favole (in particolare quelle Disney…) e mette in mostra il mondo crudo e ‘mediocre’ della società consumistica, cinica e capitalistica. In pratica i contenuti sembrano per bambini, in realtà sono per adulti. Molto adulti.

Abbiamo: il personale scortese e svogliato, la giostra coi cavalli sulla quel è posto un manichino di un serial killer, un lago con le barchette radiocomandate piene di profughi in miniatura e un castello ‘simil-disneyland’ decadente, all’interno del quale si può vedere la carrozza di Cenerentola coinvolta in un incidente. La principessa giace morta fuori dall’abitacolo in balìa dei paparazzi.

Ve l’ho detto che non è roba da bambini? Sì.

Come tutte le forme d’arte, nel bene o nel male, Dismaland non lascia indifferenti. Gli obiettivi sono molteplici: comunicare, esprimere e provocare…

Tutto ciò mi ha ispirato una riflessione che voglio condividere.

Portiamoci un attimo nel mondo dello storytelling di impresa…quando costruiamo storie sulla nostra impresa il primo obiettivo è quello di coinvolgere il pubblico, di avvicinarlo al nostro prodotto e alla nostra azienda, giusto? Coinvolgere è fare in modo che arrivino visite al sito, like alla pagine, retweet ai cinguettii, in sostanza: che ci sia partecipazione ai nostri messaggi.

I racconti di Banksy e degli altri 59 artisti di Dismaland coinvolge, provoca, comunica, inorridisce, sconcerta. La partecipazione è quella del trasporto emotivo, dell’osservazione profonda, della condivisione delle emozioni.

Lo storytelling di impresa può partire dalla forma d’arte (testo, visual, audio, transmedia, ecc…) ma deve necessariamente conoscere il pubblico, coinvolgerlo e capire come vuole partecipare all’azione del racconto: deve lasciare che possa ‘agire’ in qualche modo per sentirsi parte della narrazione.

Gli esperti la chiamerebbero “call to action”…provate a pensare l’unione di opere come quelle di Banksy ad operazioni di storytelling per crowdfunding nel terzo settore, al consumo responsabile, all’ecologia. Cosa ne dite? 

 

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