storytelling verità e coraggio
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Coraggio, la storia potrebbe cambiare

Prendo spunto da questo post sulla mia bacheca per parlare di storie, verità e coraggio.

Il figlio di Barbara Bouchet è venuto a Vercelli per girare una puntata di “4 ristoranti” e la stampa locale ne ha approfittato per fare due chiacchiere con lui. Cosa ne viene fuori? Una massima dello chef che dichiara “Vercelli ha una grande potenzialità: il riso”.

Zoro (al secolo Diego Bianchi) potrebbe assegnare il premio G.A.C. (Grazie al Ciufolo -per essere fini-) senza colpo ferire, ma vorrei condividere una piccola riflessione su quello che dice il buon Borghese.

Da vercellese mi chiedo: perché tutti continuano a dire che il riso, in questa zona, è una ‘potenzialità’?

In altri casi è stato detto che i vercellesi sono seduti su una miniera d’oro. Seduti, capito? Quindi non stiamo nemmeno scavando o estraendo quell’oro, ci siamo solo seduti sopra.

Provo ad allargare la riflessione: il prodotto o servizio della nostra impresa ha dei luoghi comuni ‘negativi’? Qual è la vera percezione da parte del pubblico? E’ un territorio noioso, dove non succede mai nulla? Quello che proponiamo è un “aggeggio che non serve a niente”, un servizio “superfluo” o altro?

E se questi luoghi comuni ci vengono ripresentati spesso, così tanto da diventare fastidiosi? 

Credo si debba reagire con coraggio.

Coraggio di ascoltare e provare a leggere il luogo comune da un’altra angolazione, cambiando la prospettiva. Coraggio di dare un nome a quel luogo comune e sfruttare la sua diffusione come un’ancora per scrivere una nuova storia insieme al pubblico. Ringrazio Andrea Fontana per questo esempio favoloso, che calza a pennello:

Coraggio per seguire il sentiment del nostro pubblico e vedere dove ci porta, magari al cambio del prodotto, alla variazione di servizio. Cioè a fare quel passaggio che potrebbe migliorare la percezione del pubblico (ma anche il fatturato dell’impresa). E anche in questo caso, ecco un esempio che mi piace sempre tantissimo:

Oppure, e spesso è così, ci vuole il coraggio per misurare che il proprio racconto non funziona e dire:”Abbiamo sempre sbagliato a comunicare il messaggio, tanto che nessuno l’ha mai capito. Facciamo qualcosa?”. E via, per mille e nuove avventure.

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