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Calvino e la carta igienica

Questa estate ho fatto un ripasso. Ho letto Calvino.

La mia professoressa di Italiano ne sarebbe stata fiera. Ogni anno, consegnava ad ognuno un foglio con il titolo: “Letture sotto l’ombrellone” seguito da un elenco di tomi più o meno spessi. Più o meno noiosi. Un anno mise anche Lezioni Americane di Calvino l’unico che presi in considerazione perché era il meno spesso.

La mia giustificazione per snobbare quell’elenco era semplice. Non stavo sotto l’ombrellone, io andavo in vacanza ad Ollomont: 1365 metri sul livello del mare e degli ombrelloni. Centimetro più centimetro meno.

Quell’anno però Calvino mi colpì con le sue sei proposte: Leggerezza, Rapidità, Esattezza, Visibilità, Molteplicità e “Cominciare a finire”. Solo che la mia testaccia di adolescente (o giovane adulto) di quegli anni, aveva altri pensieri e bypassava allegramente le pagine troppo articolate, quindi mi limitai a pensare:”quando scrivo devo essere come Calvino, leggero, rapido e altre cose che in questo momento mi sfuggono…e comunque colpire nel segno!”.

In sostanza confondevo Calvino con Alì e non ho mai superato il 5 nei temi di italiano.

Questa estate è stata diversa, l’estate dei 40 anni porta un po’ più (poca eh) di saggezza e riflessione. Il lavoro di storyteller ti fa appassionare alla scrittura esattamente come alla lettura e all’ascolto. Intesi in senso generale. E le sei proposte di Calvino sono leggere e profonde allo stesso tempo, valide per ogni modalità si ascolto, di scrittura e di lettura possiamo immaginare per i nostri racconti.

Mi piacerebbe condividere con voi l’idea di leggerezza. Un concetto che mi è particolarmente caro, la leggerezza della simpatia, dell’ironia, della “risata che fa riflettere” è qualcosa che sento molto vicino al mio modo di essere e quindi di raccontare. Quasi una reazione alla pesantezza quotidiana, alla pesantezza di alcuni argomenti.

Vorrei provare ad applicarlo anche alla narrazione di impresa. Nella mia esperienza sono riuscito raramente a trovare realtà aziendali capaci di alleggerire la propria comunicazione. Non si tratta di scatenare Panariello o un leone vestito da commesso per diventare leggeri, conviene piuttosto passare dalla analisi del lettore. Quali sono le battute, le trovate ironiche e bizzarre sulla nostra immagine che nascondo un fondo di verità? Quali possiamo trasformare in storie di valore o che vadano a nostro vantaggio? Possiamo pensare al nostro prodotto anche in maniera simpatica e divertente?

Vi condivido alcuni esempi che ho trovato in rete particolarmente leggeri

Taffo G & C. Onoranze Funebri

Argomento: morte, organizzazione di funerali. Chi non ci ha mai scherzato sopra, alzi la mano. La comunicazione social come gancio per far parlare di sé, non volgare e mai sopra le righe. Io li sceglierei.

Qui la loro Pagina Fan, alcuni post li trovo geniali.


National Australian Bank

Argomento: percezione comune delle banche, sono tutte in combutta per fregarci. Una campagna che utilizza l’ironia amara del cliente.


Quilted Northern

Argomento: i bisogni, quelli grossi e la carta igienica. Una idea su tutte, il claim: designed to be forgotten. Guardate il video e provate a dimenticarvela.

Vi aggiungo solo che hanno creato dei video con il punto di vista dei “soprammobili da bagno”. Noi possiamo dimenticare la nostra esperienza seduti sul WC, loro no.

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